La Leggenda di Aleramo e del Monferrato 

La storia di Aleramo e del Monferrato è una bella leggenda, tramandata fin dalle lontane generazioni locali e raccontata  ai bambini come se fosse una bella favola. Favola che andrebbe oggi più che mai valorizzata per promuovere il Monferrato partendo dal fascino che racchiude la  “Fiaba di Aleramo”.

 

Una leggenda di re e principesse, d’amore e coraggio, iniziata a Sezzadio, paese vicino ad Acqui Terme e secondo la quale qui nacque Aleramo, figlio di una nobile coppia di Sassonia in pellegrinaggio verso Roma, subito rimasto orfano.

Allevato dai nobili del luogo, divenne un coraggioso cavaliere al servizio dell’imperatore Ottone I di Sassonia. Correva  l’anno 966, quando Ottone I, già re d’Italia da 15 anni e da poco imperatore del Sacro Romano Impero, si trovò insieme al suo esercito e ai suoi alleati, tra i quali il vescovo di Albenga, a combattere contro i suoi sudditi meridionali.

 

 

e si innamorò di sua figlia Adelasia. Non avendo il consenso dell’imperatore, i due innamorati fuggirono verso le località montuose del comitato di Albenga, prima a Cervo poi ad Alassio. Nacque una romantica storia d’Amore degna di racconti fiabeschi.

Correva infatti 

Il Muretto di Alassio degli innamorati con statua di Aleramo e Adelasia

Dipinto di Aleramo e Adelasia al Castello di Cervo (IM)

Qui Aleramo visse facendo il carbonaio, per poi tornare a combattere a favore dell’imperatore. Riconosciuto e perdonato dallo stesso, gli fu concesso il titolo di Marchese e tanta terra quanta fosse riuscito a percorrerne in tre giorni di cavalcata. Per ferrare il cavallo usò un mattone (in dialetto mun, mattone, e frà , ferrare), dando così il nome a quel territorio: Monferrato 

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